Sperimentazione IA a scuolaA.S. 2026/2027

Il Seme di ATHENA
Sperimentare l'IA in classe.

Poseidone colpì la roccia e fece sgorgare una sorgente: potente, spettacolare — e sterile. Atena piantò un seme e fece nascere un ulivo: utile, generativo, destinato a crescere nel tempo. È questa la scelta che guida l'introduzione dell'intelligenza artificiale in classe: non lo strumento più sorprendente, ma il piccolo intervento capace di attecchire dentro una disciplina reale.

20+
classi coinvolte
6+
discipline coinvolte
3h
a settimana
1
intero anno scolastico
Il mitoLa sorgente e il seme

Due gesti, due modi di innovare

Nella contesa per dare il proprio nome alla città, Poseidone e Atena fecero due doni opposti. È la stessa scelta che oggi si ripropone ogni volta che una scuola incontra l'intelligenza artificiale: inseguire lo strumento più sorprendente, o piantare qualcosa che possa continuare a crescere anche quando l'esperto non è più in classe.

Poseidone colpisce la roccia con il tridente e ne fa scaturire la sorgente, in stile pittura vascolare greca a figure nere
La sorgente

Poseidone colpisce la roccia: lo strumento più nuovo, mostrato in un webinar, genera entusiasmo immediato e screenshot da condividere. Ma la classe torna alla lezione di sempre appena finita la demo, e il docente resta solo davanti allo strumento.

Atena inginocchiata pianta un germoglio d'ulivo, con la civetta raffigurata sullo scudo, in stile pittura vascolare greca a figure nere
Il seme

Atena pianta un seme dentro un'attività disciplinare reale, progettata insieme al docente che la insegna ogni giorno. Lascia una pratica riutilizzabile e una competenza che lo studente porta con sé.

"Il successo non si misura dalla quantità di intelligenza artificiale utilizzata, ma da ciò che rimane dopo l'intervento."

Leggi il progetto per esteso →
Il metodoSei principi

Non un catalogo di strumenti. Un metodo.

La sperimentazione non propone un elenco di app da adottare, ma un modo di decidere quando e come l'intelligenza artificiale entra in una lezione.

01
L'intelligenza artificiale non entra in classe come fine, ma come strumento al servizio dell'apprendimento.
02
Ogni intervento parte da un contenuto disciplinare reale e da un obiettivo didattico definito dal docente.
03
L'esperto di tecnologie didattiche non sostituisce il docente: lo affianca nella ricerca di modalità nuove.
04
L'IA si usa quando aggiunge valore al processo di apprendimento, non perché è una novità.
05
Gli studenti non sono utenti passivi: interrogano lo strumento, ne verificano le risposte, ne valutano criticamente i risultati.
06
Ogni intervento lascia un seme: una pratica che il docente può riconoscere, adattare e riusare in autonomia.
Approfondisci ogni principio →
Chi porta il seme in classeNon un tecnico, un Mentore

Atena non combatte al posto degli eroi

Nella mitologia Atena non sostituisce l'intelligenza degli eroi: offre consigli, strategie e strumenti adatti alla situazione. Non porta mai lo stesso oggetto due volte, perché non esiste uno strumento valido per ogni eroe e per ogni prova.

Perseo — lo scudo Eracle — gli strumenti per le fatiche Ulisse — il consiglio di Mentore

È questa la figura a cui la scuola affida l'introduzione dell'IA in classe: l'esperto di tecnologie didattiche con l'uso dell'intelligenza artificiale, in codocenza con il docente — non al posto suo, non sopra di lui. Il compito non è mostrare una tecnologia, ma leggere insieme al docente il contesto didattico e scegliere, tra le tante applicazioni possibili, quella più pertinente a quella classe, quella disciplina, quell'obiettivo.

Gianni Messina, progettista de Il Seme di Athena
Gianni Messina
Esperto di tecnologie didattiche con l'uso dell'IA

L'Animatore digitale. Porta personalmente il seme in classe: tre ore a settimana, per tutto l'anno scolastico, in almeno venti classi e per almeno 6 discipline.

Dal 2001
Docente titolare di ruolo, Informatica e Sistemi — IISS "A. Volta", Palermo
Dal 2019
Animatore digitale e referente Team per l'innovazione digitale
20+ anni
Progettazione e docenza in e-learning e formazione docenti (CREMIT, CNR-ITD, Univ. Palermo e altri enti)
Il profilo completo del progettista →
Chi custodisce il progettoLo sguardo della civetta

La civetta di Atena

Segno grafico stilizzato di una civetta, simbolo di Atena

Nella tradizione greca la civetta è l'animale sacro di Atena: compariva accanto al suo volto sulle monete di Atene, insieme all'ulivo, come segno della sapienza che sa usare bene i doni e le risorse della città. Non agisce con la forza, ma con lo sguardo: vede nella complessità, si orienta anche nel buio delle situazioni nuove, discerne la scelta giusta.

È lo sguardo che nella scuola appartiene alla dirigenza scolastica: non entra in classe a condurre la codocenza, ma è la visione che riconosce il valore della sperimentazione, ne sostiene l'avvio e ne custodisce il senso lungo tutto l'anno. Il seme si pianta in classe; la civetta veglia perché possa crescere.

Sapienza Sguardo lucido Discernimento Orientamento nel buio
Dal mito alla praticaPiano operativo

Come si articola l'anno nella nostra scuola

L'articolazione della sperimentazione nel nostro istituto per l'anno in corso, aggiornata via via che il progetto procede.

Ottobre
Mappatura e co-progettazione
Incontri con la dirigenza per individuare, disciplina per disciplina — almeno sei — i contenuti e i momenti dell'anno in cui inserire un seme di IA, e le classi — almeno venti — coinvolte nella prima fase.
Novembre → Marzo
Codocenza settimanale
Tre ore a settimana in classe, distribuite a rotazione tra le classi e i docenti coinvolti: si osserva insieme il contesto disciplinare, si sceglie lo strumento di IA pertinente e si co-conduce l'attività a fianco del docente, con pari responsabilità didattica.
Aprile → Giugno
Restituzione e mappa dei semi
Ogni classe e ogni docente restituisce cosa è rimasto: le pratiche riutilizzabili senza l'esperto, le competenze acquisite dagli studenti, i limiti incontrati — materiale per proseguire la sperimentazione l'anno successivo.
Osservare il contesto→ Scegliere lo strumento→ Co-condurre in classe→ Lasciare un seme

I numeri indicati — venti classi, sei discipline, tre ore settimanali per l'intero anno scolastico — sono la soglia minima della sperimentazione nel nostro istituto: la scala reale si definisce con la dirigenza in base all'organizzazione oraria e può crescere nel corso dell'anno.

Un ultimo dettaglioPerché ATHENA

Con l'acca, non per caso

Il progetto sceglie di scrivere ATHENA, con l'acca, invece della forma italiana tradizionale Atena. La "h" richiama la traslitterazione del nome greco e, insieme, la dimensione internazionale e prevalentemente anglofona dell'innovazione digitale e dell'intelligenza artificiale.

ATHENA diventa così un piccolo ponte tra tradizione e innovazione: conserva il riferimento alla dea della sapienza, della strategia e della téchne, ma lo proietta nel linguaggio contemporaneo della tecnologia. Non sostituire ciò che esiste, ma innestare il nuovo dentro una tradizione di conoscenza — anche nel nome, prima ancora che nel metodo.